Raffaele De Feo nasce a San Michele di Serino (AV) il 5 aprile 1947.
Compie i propri studi dell’arte pittorica presso Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti negli Istituti della città di Napoli, che era diretta per la sezione pittorica dal maestro G. Brancaccio, e per lo studio del nudo dal maestro E. Greco. Negli anni successivi rivolge assiduamente i propri studi verso il disegno e le tecniche pittoriche e più specificamente elabora studi approfonditi sull’arte del ‘400, ‘500, e ‘600.

 

Fin da ragazzo mostra interesse per la pittura e, vincendo gli ostacoli familiari, frequenta il liceo artistico di Salerno e la sequenziale Accademia. E allievo del professore Emilio Greco che molto lo influenzerà nel disegno e nella libera interpretazione del nudo. Erano tempi in cui la pittura, l’arte in generale offriva poche possibilità, e Raffaele, nonostante le sue riconosciute capacità, giovanissimo, spinto della sua famiglia, si spostò a Milano: operaio alla Alemagna e poi alla Motta.
Ma fare i panettoni non gli impedì di frequentare il mondo di via Brera, vivo come più che mai in quel periodo, con Sassu, Bah, Aimone, Cassinari, e molti altri da cui, giovane artista, apprese tecniche e analisi di pensiero. Nel fra tempo vinse una cattedra per l’insegnamento dell’arte in Sardegna, e li si spostò operando per vari anni. L’arcaicità di quella terra, la struttura della filosofia dei sardi, lo conquistò e molti furono i suoi lavori paesaggistici su quella terra. Arrivò ad esserne rapito grazie anche ad una giovane bella donna sarda, Francesca, con cui formò una famiglia.
Ma la Sardegna è una terra avara per gli artisti, con dei confini, limitazioni, e De Feo aveva bisogno di stimoli più ampi, almeno nazionali, per cui si trasferì nelle vicinanze di Roma.

Erano i tempi della seconda metafisica, De Chirico docet, e De Feo ne fu attratto in maniera viscerale, cerco di unire l’insegnamento metafisico con la pittura veloce, istintiva e definita del suo primo amico e insegnante Salernitano, Alfonso Grasso. Sperimentava, ricercava e a volte trovava.
Fu sua una ricerca che, partendo dalla metafisica, tentò un’espressione surrealistica, con tempi tragici, di cronaca, che molto lo avvicinarono alla scuola romana di Vespignani e Calabria.

Non ha mai disdegnato la ritrattistica e gli omaggi ai tanti Maestri che ha amato, ha prodotto con successo anche opere sacre oggi patrimonio di Chiese e del Sacro Vaticano.
È stato docente di liceo per più di quaranta anni.

Oggi, senza la sua Francesca, segnato nel morale e nel fisico, custodito dalla sua famiglia, ancora sciorina disegni, pastelli che forse rivelano finalmente il suo spirito interiore con una libertà di segno e di colore, scevro da ogni amore formale della pittura e dai suoi Maestri tanto amati.

Tra gli anni ‘60 e ‘70 inizia la propria attività artistica e participa alle prime estemporanee e collettive:

 

  • • 1968 Espone a Salerno per il concorso “La città e l’ambiente”
  • • 1971 Partecipa al concorso “Autunno Salernitano”
  • • 1974 Espone in collettività ad Avelino “L’Irpinia e il suo ambiente”
  • • 1976 Espone a Salerno presso “La Tavolozza”
  • • 1978 Espone presso la Galleria d’Arte di Cagliari e Nuoro
  • • 1980 Esegue su commissione nella chiesa di San Michele Arcangelo di Aprilia, una crocifissione e due pannelli laterali all’Altare nonché una Via Crucis
  • • 1983 Prende parte alla collettiva città di Soave aggiudicandosi il primo premio
  • • 1986Primo premio “Tavolozza d’Oro Aprilia”
  • • 1991 Espone presso la corniceria di Meloni Efisio, in Sardegna, Laconi (OR)
  • • 1993 Terzo premio collettiva “Aprilia dalle origini ai giorni nostri”
  • • 1994 Espone presso la Biblioteca comunale di Aprilia (LT)
  • • 1995 Espone presso la corniceria di Meloni Efisio, in Sardegna, Laconi (OR)

 

Il maestro propone la valorizzazione di originali pezzi d’arte, ampliando i suoi orizzonti e conoscenze dell’estro pittorico portandolo da nord al sud Italia. Da non dimenticare la sua amata Sardegna che porta sempre nel cuore, e che ha un valore particolare nella sua esperienza artistica, dove ha sempre trovato serenità e fonte di ispirazione.